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E' in-fame chi è senza fama, chi vive nell'ombra, ma anche chi la fama ce l'ha ma pessima. Erano infami gli untori del Manzoni e i renitenti che rifiutavano di andare a combattere nella prima guerra mondiale. Sono infami i Rom e tutti quelli che vivono sospesi tra ombre e disprezzo nelle periferie delle città. Minaccia per la comunità, senza senso dell'onore e del dovere.
INFAME: come i disertori della morale dominante, cioè della morale dei dominanti, di ogni tempo e luogo.

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Democrazia: galere e terrorismo

infame | 08 Gennaio, 2009 23:09

«L'Iraq ha tutte le potenzialità per generare flussi di turismo verso il nostro territorio» Senatore Valter Zanetta, PdL [0]

Si è recentemente svolta a Stresa, alla presenza del ministro della giustizia irachena Safa al-Safi, la cerimonia di chiusura del corso per divulgare ai funzionari di polizia carceraria irachena “i principi del sistema giudiziario e penitenziario italiano per favorire lo sviluppo della democrazia in Iraq”[1]. La cerimonia è avvenuta nelle lussuose sale del Grand Hôtel des Iles Borromees alla presenza delle autorità politiche e militari del Vco. Così come l'anziano Mentore consigliava dall'alto della sua esperienza Ulisse nell'Odissea omerica, il sistema penitenziario italiano, nella scuola di formazione per secondini di Verbania, veste i panni del vecchio saggio, elogia il suo modello carcerario e lo propone ai burocrati dell'Odissea irachena.  (Continua)

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Crisi presunta e crisi reale

infame | 21 Ottobre, 2008 12:41

LA CRISI PRESUNTA

"Non crederemo alla crisi finché i ricchi non inizieranno a suicidarsi come nel '29"
da un comunicato dei lavoratori della Se.P.R.On.

Bialetti, Tubor, Tracal e Tessenderlo sono solo alcune delle più importanti aziende del Vco che negli ultimi mesi hanno annunciato e operato pesanti tagli del personale, lasciando a casa centinaia di operai e minacciando il posto di un numero considerevole di lavoratori impiegati nelle imprese ferriere e di pulitura dell'indotto. "C'è la crisi dei mercati - dicono - e le imprese ne risentono". In realtà le motivazioni dell'ultima dipartita delle grandi aziende dal Vco sono diverse e in nessuna è contemplata la parola crisi: alcune chiudono per colpa delle frodi fiscali compiute dai padroni, altre delocalizzano spostando la produzione in altri stabilimenti. Scelte volontarie e conseguenti a lucide strategie di profitto, non imposte certo dalle crisi dei mercati.  (Continua)

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E' tempo di apartheid

infame | 29 Agosto, 2008 11:17

«La prima notte nel ghetto è la prima notte nel sepolcro, poi ci si abitua» scriveva alla fioca luce di un lume clandestino il poeta ebreo Avrom Sutzkever, rinchiuso nel ghetto di Vilnius, apartheid: bagni pubblici separati per bianchi, neri e mulattinella Lituania occupata dai nazisti, lasciando in eredità al mondo le pagine più sofferenti della poesia del '900. Ma se pensate che i ghetti siano solo un ricordo tenuto lontano dall'oblio del tempo dovete ricredervi. Perché nonostante tutto c'è ancora chi oggi ha intenzione di proporli come soluzione politica. Succede a Villadossola, dove il consigliere comunale Roberto Serra ha rilasciato nell'ultimo numero di "Eco Risveglio" dichiarazioni raccapriccianti.  (Continua)

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L'ordinanza 205 e la privatizzazione della città

infame | 24 Luglio, 2008 16:54

Uno scritto composto da una presentazione dell'ordinanza 205 (l'"Ordinanza Marinello") e una riflessione sulle dinamiche connesse ordinanza/città/commercio emerse a Domodossola.

caccia ai poveri

1. L'ORDINANZA 205
Nella scorsa estate diverse amministrazioni comunali promulgavano ordinanze per combattere lavavetri ed elemosinanti, giustificando provvedimenti classisti e xenofobi con la lotta ad un presunto "racket delle elemosine", la cui esistenza veniva smentita addirittura da questure e prefetti. In questo turbinio di isterismo securitario si distinguevano, come prevedibile, i sindaci leghisti del Nord Italia. Non volendo essere da meno il sindaco di Domodossola, il leghista Michele Marinello, in autunno si è accodato ai provvedimenti dei colleghi emanando l'Ordinanza 205 sulla falsa riga di quelle scritte dai compatrioti padani. (Continua)

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Il pogrom democratico e i suoi sciacalli - Sull'abbattimento del casello di Omegna

infame | 07 Luglio, 2008 10:02

"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato,  privilegiati e oppressori dall'altro.  Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri"
Lorenzo Milani

Periferia di Omegna. Alle prime luci dell'alba di un giovedì di giugno una famiglia di cinque persone viene svegliata dalle voci minacciose di una nutrito numero di uomini armati. Sono lì per loro, alle prime luci dell'alba quando tutti ancora dormono, per fare irruzione in quell'edificio che per qualche tempo hanno imparato a chiamare casa («gli uomini arrestano gli uomini sul far del giorno per far sì che la coscienza dei primi non abbia il tempo di svegliarsi» scriveva l'ebreo Marek Halter).  (Continua)

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