Menu:

Articoli Recenti:

About

E' in-fame chi è senza fama, chi vive nell'ombra, ma anche chi la fama ce l'ha ma pessima. Erano infami gli untori del Manzoni e i renitenti che rifiutavano di andare a combattere nella prima guerra mondiale. Sono infami i Rom e tutti quelli che vivono sospesi tra ombre e disprezzo nelle periferie delle città. Minaccia per la comunità, senza senso dell'onore e del dovere.
INFAME: come i disertori della morale dominante, cioè della morale dei dominanti, di ogni tempo e luogo.

Categorie

Sociale [5]
Politici [4]
Antifascismo [5]
Generale [2]

Links

Generale

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Version:

Il pogrom democratico e i suoi sciacalli - Sull'abbattimento del casello di Omegna

infame | 07 Luglio, 2008 10:02

"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato,  privilegiati e oppressori dall'altro.  Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri"
Lorenzo Milani

Periferia di Omegna. Alle prime luci dell'alba di un giovedì di giugno una famiglia di cinque persone viene svegliata dalle voci minacciose di una nutrito numero di uomini armati. Sono lì per loro, alle prime luci dell'alba quando tutti ancora dormono, per fare irruzione in quell'edificio che per qualche tempo hanno imparato a chiamare casa («gli uomini arrestano gli uomini sul far del giorno per far sì che la coscienza dei primi non abbia il tempo di svegliarsi» scriveva l'ebreo Marek Halter). Sono le cronache, però, a tranquillizzarci: gli uomini armati sono poliziotti. Le persone cacciate in mezzo alla strada sono pericolosi rom. E la casa non apparteneva a loro ma era un vecchio casello ferroviario "occupato abusivamente". In più vivevano in condizioni pessime: solo un fornello per cucinare e qualche materasso per dormire. Le uniche cose che abbondavano erano la spazzatura e i topi.
Abbattimento del casello di OmegnaUna volta fatta allontanare la famiglia, il casello viene abbattuto dalle ruspe per evitare che quei senzalegge dei rom preferiscano violare di nuovo le norme dei legislatori democratici e quindi rioccupare il casello, certo un pò fatiscente, piuttosto che starsene in mezzo alla strada. Chissà quante volte quella stessa famiglia è stata cacciata da uomini in divisa dall'edificio dismesso che aveva deciso di abitare, convinta di non recare fastidio a nessuno. E chissà quanto tempo passerà prima che qualcuno arrivi ad allontanarli di nuovo.
Forse i rom sono nomadi perchè sono secoli che continuano a cacciarli da ogni dove.
Ma è la normalità. Le cronache dell'Italia dei pogrom democratici ci hanno abituato da tempo a vicende del genere. Sgomberi forzati, proposte bipartisan di leggi 'etniche' speciali (compresa quella del democratico ex-sindaco di Roma dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani), incendi di campi nomadi e quant'altro.

Certo, raccontato così, ai più sensibili tra i lettori può sempre sembrare uno sgombero un pò traumatico. Del resto una famiglia con una figlia piccola è stata sbattuta in mezzo ad una strada. Ma è il pennaiolo del settimanale locale EcoRisveglio.it Carmelo D'Angelo a tranquillizarci nel suo articolo «Omegna caccia i rom» (Sì, proprio così: «Omegna caccia i rom» e non «Famiglia sbattuta in mezzo alla strada». Del resto «Omegna caccia i rom» ricorda i titoli dei giornali del nord degli anni '50, nel periodo dell'immigrazione massicia dal meridione: «Calabrese stupra ragazza» si leggeva in uno di questi).
Carmelo D'Angelo ci tiene a farci sapere che i vigili urbani che hanno allontanato la famiglia, insieme agli agenti della Polizia Ferroviaria di Domodossola e del Commissariato di Polizia di Omegna, in occasione di alcuni sopralluoghi precedenti «hanno provveduto a distribuire bottiglie di latte per la piccola, nobile gesto che denota la sensibilità dei vigili». Che cuore d'oro che batte sotto le minacciose divise di questi sbirri mancati. Hanno messo una famiglia in mezzo alla strada, però hanno regalato qualche confezione di latte «per la piccola». Del resto loro eseguono solo gli ordini, ma con quanta umanità!

Poteva finire quì una vicenda del genere? Ovviamente no. E infatti subito arriva la solita canea dei politicanti locali. «Nessuna azione persecutoria ma solo il rispetto delle leggi» assicura l'assessore ai Lavori pubblici di Omegna Luigi Songa (An). Gli fa eco l’assessore alla Sicurezza Stefano Strada (Lega Nord): «Continua l’impegno per combattere l’illegalità e garantire la sicurezza ai nostri cittadini» Già i nostri. Gli altri possono pure fottersi. L'importante è combattere l'illegalità, cioè gli illegali, cioè i rom.

Ma non è ancora finita. Infatti ben più di qualche giorno dopo (11 per l'esattezza), giungono delle blande richieste di spiegazione da parte di qualche pia organizzazione religiosa. Il sindaco, il devotissimo Quaretta (dell'Udc ovviamente), per non dispiacere ai religiosi locali, dopo un silenzio di 11 giorni in cui si è attribuito tacitamente lo sgombero, deve precisare che «non è stata volontà dell’amministrazione comunale procedere all’abbattimento del fatiscente stabile ma è stata una decisione autonoma delle Ferrovie (...). Noi lo abbiamo saputo a cose fatte». Il sindaco smentisce i suoi assessori. Quindi lo sgombero non era opera dell'amministrazione «per combattere l’illegalità e garantire la sicurezza ai nostri cittadini», come affermavano Songa e Strada. Delle due l'una: o il sindaco Quaretta mente per ingraziarsi il clero locale o sono i due assessori ad aver compiuto un'autentica operazione di sciaccallaggio, attribuendosi il 'merito' di aver "cacciato i rom", difeso la legalità e i "nostri" cittadini, quando invece non hanno avuto nessun ruolo nella sciagurata vicenda. E' più realistica la seconda ipotesi: la tentazione di apparire i "difensori della nostra gente" sulla genuflessa stampa locale dev'essere stata troppo forte e i due persecutori mancati non saputo resistere.
Del resto l'operazione di sciacallagio è costata sola la casa ad una famiglia.

Posted in Sociale . Commenta: (1). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»

Comments

Leave a Reply